martedì 5 marzo 2013

Ieri e oggi: ricordando Dalla e Battisti

Il 4 e il 5 di marzo, per gli amanti della musica non sono più giorni normali.

Il 4 e il 5 di marzo, si ricordano - e si festeggiano - due grandi scomparsi della musica italiana, due grandi cantautori accomunati non solo dalla vicinanza del compleanno, dalla grandezza della loro bravura, ma anche dall'avere lo stesso nome di battesimo: Lucio Dalla e Lucio Battisti.

In questo marzo 2013, celebriamo Dalla, scomparso esattamente un anno fa, e Battisti che se fosse ancora vivo, avrebbe compiuto settant'anni.


Voglio ricordare questi due grandissimi della canzone, proponendo i video dei loro capolavori più intimi. "Emozioni" e "Caruso".

“E stringere le mani per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è,
capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni„


-o-

TESTO Emozioni

(Mogol)
Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare.
E sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare un sottile dispiacere.

“Te voglio bene assaje
ma tanto, tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.„


-o-

TESTO Caruso

(Lucio Dalla)
Qui dove il mare luccica e tira forte il vento
su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto.

sabato 23 febbraio 2013

San Remo 2013 - commenti

Sono passati pochi giorni dal termine del Festival di San Remo, edizione 2013, ed è tempo che io ne parli un pò.

Pur avendo un blog musicale, quest'anno non mi ha sfiorato per niente l'idea di scrivere le mie impressioni in contemporanea all'andata in onda, perché non ho per nulla gradito la scelta dei conduttori. Passi Fazio, che apprezzai molto la prima volta che si prestò a presentarlo, qualche anno fa, ma la Littizzetto proprio non riesco a sopportarla: antipatica, maleducata e anche piuttosto bruttina; indubbiamente una professionista dell'intrattenimento - tocca ammetterlo, benché io detesti la sua comicità basata su un sarcasmo cattivo e gratuito - ma tutt'altro che una vera rappresentante delle donne italiane (e figurarsi di quelle dello spettacolo), come la si è dipinta. Se poi consideriamo che la prima volta che presentò Fazio, aveva di fianco un premio Nobel come Dulbecco, gentiluomo di razza, si può capire la mia avversione.

Dunque, eccoci qui ad un post di commento a Festival concluso. Vi dico subito ciò che mi è piaciuto e ciò che ho trovato poco gradevole, cominciando proprio da queste ultime cose.

Non mi sono piaciuti:
  • La conduzione, che ha avuto il picco più basso nel mio gradimento, quando la Littizzetto si è tolta le scarpe poco prima del termine di una delle serate. Non è andata meglio nemmeno con la scelta delle ospiti femminili. Bianca Balti ha fatto pena, sempre fuori tempo, per nulla brillante, assolutamente inadatta al principale palco televisivo italiano. La Bar Rafaeli - per carità, bellissima -  altrettanto fuori posto (inaccettabile il fatto che interagisse per mezzo della traduzione simultanea). Non parliamo poi degli abiti inguardabili con cui sono state "decorate"; anche Fazio assolutamente anonimo nelle sue scelte di abbigliamento.
  • L'allestimento del palco non era adeguato allo stile della manifestazione. Sembrava una cosa a metà tra Jurassic Park e un'arena di wrestling; sulla destra, di tanto in tanto, si vedeva anche una macchia strana che sembrava l'occhio di Sauron del Signore degli Anelli. Ha cozzato di brutto con la musica che vi si suonava sopra.
  • L'assenza di ospiti davvero importanti. Sì, è vero, ce ne sono tanti (minori) a presentare le canzoni, ma si è sentita l'assenza di personaggi di rilievo, la cui presenza incuriosisce sempre. In questo è abbastanza incomprensibile la scelta di Fazio che, invece, è molto bravo nell'intervistare e che quindi poteva mettere in mostra tutta la sua personalità. Baggio a parte, c'è stato davvero poco.
  • La performance scadente di Crozza e Bisio che sono riusciti a fare peggio di Benigni e Celentano. Mentre è mancata la poesia che nell'edizione passata avevano portato Siani e Papaleo.
  • Sul piano musicale ho trovato più piattezza del solito. Canzoni di media fattura, ma nessuna davvero pregevole. Non ci sono stati nemmeno i grandi ospiti internazionali come lo scorso anno (memorabile Brian May) e non mi è piaciuto nemmeno il fatto che i giovani venissero via via esclusi dalla manifestazione, anzichè mantenerli in gara fino all'ultimo. Il che mi fa porre la seguente domanda: ma come fanno a farsi conoscere, se vengono buttati fuori prima della fine?
  • La presenza tra i big, piuttosto che nelle giovani propote, dei vincenti dell'ultima edizione dei vari talent. Una scelta francamente discutibile, se si considera che una Malika Ayane, già lanciatissima, o gli stessi Negramaro, già abbastanza noti, furono fatti partecipare con i giovani
Ciò che mi è piaciuto, invece:
  • La serenità di Fazio, che non sembrava sotto pressione, diversamente da Morandi dell'ultimo anno.
  • Il maggiore spazio dato all'evento musicale, piuttosto che al contorno (l'unica cosa positiva del non avere super ospiti).
  • Per quanto riguarda l'allestimento: l'inconsueto posizionamento dell'orchestra su tre piani, che ha messo sul palco anche il direttore, e la presenza degli schermi a pannello semoventi, di grande impatto scenografico.
  • La doppia canzone.
Per quanto attiene la discussione dei brani che mi sono piaciuti, ho deciso di fare un post a parte, quindi... stay tuned.

Vi anticipo solo una cosa: doveva vincere "La canzone mononota" di Elio e le storie tese.

venerdì 14 dicembre 2012

Speciale: Canzoni di Natale (playlist)

Ritorno finalmente a pubblicare e lo faccio con un articolo in cui presento la prima playlist di Best playlist!

E dato l'imminente periodo festivo non potevo che pubblicare una mia selezione di canzoni natalizie a tema. Ho scelto un mix di brani classici e moderni, interpretati da artisti italiani e stranieri, con poche eccezioni, quasi tutti di massimo livello.

Ed ecco la lista, calibrata per l'ascolto di un CD da 80 minuti (700MB):
1. Renee Olstead - Christmas in love (3:32)
2. Irene Grandi - Bianco Natale (4:00)
3. Mariah Carey - All I want for Christmas is you (4:00)
4. Neil Diamond - Jingle bells rock (1:49)
5. Mariah Carey - Oh holy night (4:27)
6. Zucchero & Cheb Mami - Così celeste (Zu & Co) (4:42)
7. Wham - Last Christmas (4:26)
8. Frank Sinatra - Jingle bells (2:03)
9. The Carpenters - Jingle bells (1:10)
10. Michael Bublé - Let it snow (2:07)
11. Zucchero - White Christmas (3:36)
12. John Lennon - Happy Christmas (The war is over) (3:28)
13. Alicia - A Natale puoi (3:22)
14. John Denver - Silent night (3:28)
15. Nat King Cole & Frank Sinatra - The Christmas song (3:12)
16. Chris Rea - Driving home for Christmas (4:03)
17. The Queen - Thank God it's Christmas (4:19)
18. Michael Jackson - We are the world (7:03)
19. Bryan Adams - Christmas time (4:05)
20. Bruce Springsteen - Merry Christmas baby (4:55)
21. Coldplay - Have yourself a merry little Christmas (2:18)

A chi volesse ampliare la lista, consiglio l'aggiunta dei seguenti brani:
22. Michael Jackson - Heal the world (6:23)
23. Tom Waits - Christmas card from a hooker in Minneapolis (4:35)
24. Mick Jagger & Dave Stewart - Lonely without you (this Christmas) (2:39)
25. Elton John - Cold as Christmas (4:20)
26. The Who - Christmas (4:34)
27. Natalie Cole & Andrea Bocelli - The Christmas song (4:12)

-o-


“I'm talking a day of dreams
Wishes and moonbeams
Let it tremble, tingle like a bubble
full of rainbows and light
When you came to wake me
and to wish me merry Christmas in love
Christmas in love„

domenica 16 settembre 2012

Ascoltare musica per la prima volta nella vita. Storia vera di un sordo


Secondo voi come è ascoltare la musica per la prima volta nella vita se per venti anni non lo si è potuto mai fare? Io non lo so. Ma penso sarebbe un'esperienza indimenticabile e struggente, e nel post di oggi, ho deciso di parlarne, benché questo voglia dire deviare dal focus principale di questo blog.
Ad un giovane americano, sordo dalla nascita, è successo grazie all'impiego di un apparecchio acustico di nuova generazione che gli ha consentito, per la prima volta nella vita, di ascoltare quasi per intero la gamma di suoni udibili da un orecchio umano sano.
La notizia è stata riportata da The Atlantic, un giornale statunitense partner del sempre ottimo Mashable, da cui io l'ho letta. Il giovane in questione, il ventitreenne Austin Chapman, è balzato agli onori della cronaca quando un suo post su Reddit (un sito simile al più noto Twitter) in cui chiedeva consiglio su cosa ascoltare, ha scatenato il popolo della Rete, che gli ha offerto la propria solidarietà e consulenza, con più di 14.000 risposte.
Non vi riporto ulteriori dettagli della sua storia, poichè potete leggerli direttamente dall'articolo originale (in inglese) di Mashable, oppure dal breve resoconto che ne ha fatto l'italiano Liquida Magazine, ma mi piace condividere con voi quello che è diventato uno dei suoi brani preferiti, e del quale, probabilmente, non avrei parlato per un bel pezzo: la colonna sonora de Il postino, l'ultimo, famosissimo film di Massimo Troisi, composta da Luis Bacalov (1933), e premiata con l'Oscar nel 1996:

“Tutte le cose sono colme della mia anima
e tu da loro emergi, colma d'anima mia.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima
ed assomigli alla parola malinconia„

(da 'Mi piaci silenziosa', Pablo Neruda)

-o-

Il brano, che vanta un numero imprecisato di cover più o meno riuscite su Youtube, tanto da risultarmi impossibile trovarne la versione originale, è di rara bellezza. Toccante ed emozionante, solare eppure vagamente venato di malinconia, sottolinea brillantemente l'immensa interpretazione di Massimo Troisi nel film e si presta molto bene anche come accompagnamento alla lettura delle poesie di Neruda, il grande poeta cileno, che nella finzione cinematografica, è amico del protagonista.

-o-

Chiudo questo post con la riflessione più sorprendente, ma forse maggiormente prevedibile, di Austin: «Il silenzio è ancora il mio suono preferito. Quando spengo il mio apparecchio acustico, i miei pensieri diventano più chiari e su tutto scende la pace».

lunedì 3 settembre 2012

Piero Pelù - Grande Spirito

Oggi voglio parlare di una canzone fra le più teatrali che conosca. Si tratta di Grande Spirito interpretata da Piero Pelù (1962), leader indiscusso dei grandissimi Litfiba, uno dei pochi (veri) gruppi rock italiani.
Il brano in questione è di quelli da pelle d'oca e giganteggia nel panorama delle canzoni impegnate di questi ultimi anni. Benchè gli stessi Litfiba abbiano prodotto atmosfere simili anche nel loro repertorio, questo pezzo non nasce all'interno del loro percorso artistico. Esso, infatti, è stato scritto da Marco Vichi (1957), prolifico scrittore fiorentino, autore di un suggestivo libro dal titolo Nessuna pietà, e dell'omonimo disco, che racconta alcune delle più grandi tragedie dell'umanità, attraverso una serie di storie e di canzoni, interpretate da musicisti e cantanti noti e meno noti. Grande spirito è proprio una di queste canzoni, incentrata sulla triste vicenda del massacro dei pellerossa in Nord America.


“Ma questa notte Corvo Rosso ha fatto un sogno,
uomini bianchi scendevano dal cielo
sopra i cavalli neri con la bocca in fiamme
e la neve si scioglieva sotto il sangue... „

-o-


Il brano, il cui testo pur senza complicate invenzioni, rimanda però fortissimi echi poetici, si snoda come una nenia, quasi una ninna nanna che racconta la pace di una vita vissuta a stretto contatto con la natura; poi cresce fino a diventare una ballata che danza al ritmo delle stagioni che passano e di una notte infinita, in cui però l'equilibrio di questa tranquillità viene turbato da un incubo, un sogno premonitore di un indiano di nome Corvo Rosso. Improvviso allora si raggiunge il climax del racconto. L'atmosfera della ballata scoppia in una scatenata cavalcata di chitarre. E' l'incubo che diventa realtà. La carica della cavalleria. I soldati che uccidono senza pietà, incitati dalla voce terribile di un ufficiale che giustifica il suo ordine abusando di parole come civiltà e libertà. Infine riprende la nenia, che racconta ancora una volta lo scorrere delle stagioni, eterno, nonostante le vicende a cui assiste. Ma questa volta la lunga notte che viene descritta è lamentosa di una sofferenza incancellabile, che è la distruzione di una civiltà.
Aldilà delle semplificazioni che i pochi minuti a disposizione di una canzone obbligano a fare, rispetto alla complessità di una vicenda come quella dello scontro tra coloni occidentali e nativi americani, bisogna ammettere che Grande Spirito racconta con molta vividezza, e direi anche con sensibilissimo romanticismo, una delle tragedie più rappresentate dei secoli passati. La musica di Nicola Pecci (1972) è efficacissima e l'unico aggettivo che riesco a trovare per descriverla è "teatrale". Perfino l'interpretazione di Piero Pelù, sembra pasare in secondo piano rispetto alla vicenda. Da ascoltare assolutamente. 

TESTO Grande Spirito

(Marco Vichi)
La notte ha posato le sue grandi mani,
sopra la valle fra le grandi rocce.
la neve,
scende lentamente.

giovedì 30 agosto 2012

Patrizia Laquidara - Noite e luar

Sono stato molto indeciso su quale canzone presentare per il primo post propriamente musicale del blog, dopo quello introduttivo. Stavo per pubblicare la mia canzone preferita, Every breath you take dei Police, oppure stavo vagliando la possibilità di pubblicare qualche leggendario successo rock... poi ho voluto seguire il mood del momento. 
Ed eccoci qui, con un brano d'autore, scritto e cantato (in portoghese) da Patrizia Laquidara, catanese di nascita (1972) e veneta d'adozione. Dotatissima interprete di jazz e bossa nova, con alle spalle anche una partecipazione al festival di Sanremo.
Il brano che ho scelto, Noite e luar (trad.: "Notte e chiaro di luna"), come l'autrice, è originato da un meltin pot di culture molto diverse ma che, proprio per questo, si lascia apprezzare per la sua originalità nel panorama musicale italiano.
Di grande atmosfera, dolce e romanticamente rarefatto, affascina per la suadente lentezza e per l'interpretazione sensuale della Laquidara. 
Nel 2005 è stato scelto come colonna sonora del film Manuale d'amore diretto da Giovanni Veronesi e interpretato tra gli altri da Carlo Verdone.


“Noite e luar
eu queria cantar
Vamos embora que ainda crece
vamos tentar„


-o-

TESTO Noite e luar 

(Patrizia Laquidara)
Noite e luar
eu queria cantar
Vamos embora que ainda crece
vamos tentar
Deixa a dor que voce
Leva dentro que tem
Lembra de nos, meu bem,
vamos juntos a cantar

martedì 28 agosto 2012

Presentazione del blog

Benvenuti su Best Playlist, un blog di musica e canzoni.

Sono un grande appassionato di blues, rock e jazz. In questo spazio desidero condividere questa mia passione, facendo conoscere a tutti alcuni dei pezzi e degli autori che più mi hanno emozionato e proponendo le mie migliori playlist.

Buona lettura e buon ascolto!